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La
famiglia Peyrano e il cioccolato a Torino
Una famiglia e il
cioccolato
Il
nome
Peyrano si
lega al cioccolato nel 1920, quando Antonio
decide di intraprenderne la lavorazione
trasformando il piccolo laboratorio di
corso Moncalieri già adibito alla
produzione ed alla vendita di caramelle
e pastiglie. Tutta la famiglia partecipa
alla nuova attività, dal padre
Giacomo , alle sorelle Lucia e Giovanna
che si occupano della confezione e della
vendita, al nipote Giacolin, padre degli
attuali proprietari, che affianca lo
zio nel 1922.
I primi tempi non furono facili, i
Peyrano avevano
dovuto abbandonare la produzione delle caramelle per la concorrenza di industrie
più grandi, dotate di costosi impianti, ed anche per il cioccolato all'inizio
dovettero lavorare con pochi ed essenziali macchinari: un tostino, un frangicacao
ed una brieuse (raffinatrice); un mortaio serviva a mescolare zucchero e cacao.
Solo più tardi fu portato dall' industria meccanica Galantini, dopo
varie pressioni da parte del titolare di quest'ultima ed infine d'autorità il
melangeur (mescolatore) che Antonio
Peyrano aveva
sempre rifiutato, obbiettando di non avere ancora il denaro sufficiente per pagarlo.
Questa fiducia e stima del signor Galantini in Antonio
Peyrano,
derivò dal fatto che quest'ultimo, durante l'esperienza anconetana,
preferì che venisse praticato uno sconto alla ditta Capobianchi, della
quale era allora dipendente, per una fornitura di macchinari, anziché intascare
una percentuale sul prezzo, secondo un'abitudine diffusa fra i tecnici
dolciari di quei tempi.
Intanto, la fama del cioccolato si diffonde.
Da una memoria scritta da Giacomo
Peyrano negli
anni ottanta: " Nel giugno del 1926 entrò nel nostro negozio, ad
acquistare per conto di S.M. la Regina, la marchesa Dalla Valle di Pomaro sua
dama di corte, una dozzina di scatole di cioccolatini; s'intende che avrebbe
pagato mezzo fattura.
Quando comunicammo allo zio Antonio la strabiliante notizia, si indignò per
la nostra buona fede e ci disse: "Stupidi! Credete proprio che la Regina
mandi a comprare i cioccolatini da voi. "Dubbiose, la medesima sera
la zia Lucia e mia madre Giovanna si recarono in via Carlo Alberto dove abitava
la Marchesa e verificando la veridicità dell'ordine ritornarono a casa
giubilanti".
Dopo la morte del fondatore, avvenuta nel 1926, fu proprio il nipote Giacomo
con la madre Giovanna a continuare l'attività. Nel 1932 si affianca a
Giacomo la moglie Angiola.
Nel 1953 l'ingresso in Azienda dei figli Giorgio e Giuseppe, consente
anche grazie all'impiego di attrezzature all'avanguardia per l'epoca di ampliare
le varietà di cioccolatini. All'Alpino (primo cioccolatino) e ad altri
cioccolatini classici si aggiungono nuovi "modelli" dalle fogge e sapori
nuovi: nascono così le "noci", le "nocciole",
le "mandorle", le "conchiglie", i "cuori" e
molti altri. La produzione conta oggi oltre ottanta tipi di varietà diverse
di cioccolatini.
Nel 1963 viene rilevata la pasticceria Pfatisch con sede in corso Vittorio Emanuele
76 che diventerà "
Peyrano Pfatisch
".
Negli anni settanta si aggiungono Giulia e Bruna, rispettivamente mogli di Giuseppe e Giorgio.
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