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PEYRANO E EUROCHOCOLATE 2008

PEYRANO E ADISCO.

 


 
   


Antonio Peyrano



Anni 50, Giacomo Peyrano
e il vecchio tostino del cacao.

 

 La famiglia Peyrano e il cioccolato a Torino

  Una famiglia e il cioccolato

Il nome Peyrano si lega al cioccolato nel 1920, quando Antonio decide di intraprenderne la lavorazione trasformando il piccolo laboratorio di corso Moncalieri già adibito alla produzione ed alla vendita di caramelle e pastiglie. Tutta la famiglia partecipa alla nuova attività, dal padre Giacomo , alle sorelle Lucia e Giovanna che si occupano della confezione e della vendita, al nipote Giacolin, padre degli attuali proprietari, che affianca lo zio nel 1922.

I primi tempi non furono facili, i Peyrano avevano dovuto abbandonare la produzione delle caramelle per la concorrenza di industrie più grandi, dotate di costosi impianti, ed anche per il cioccolato all'inizio dovettero lavorare con pochi ed essenziali macchinari: un tostino, un frangicacao ed una brieuse (raffinatrice); un mortaio serviva a mescolare zucchero e cacao. Solo più tardi fu portato dall' industria meccanica Galantini, dopo varie pressioni da parte del titolare di quest'ultima ed infine d'autorità il melangeur (mescolatore) che Antonio Peyrano aveva sempre rifiutato, obbiettando di non avere ancora il denaro sufficiente per pagarlo.

Questa fiducia e stima del signor Galantini in Antonio Peyrano, derivò dal fatto che quest'ultimo, durante l'esperienza anconetana, preferì che venisse praticato uno sconto alla ditta Capobianchi, della quale era allora dipendente, per una fornitura di macchinari, anziché intascare una percentuale sul prezzo, secondo un'abitudine diffusa fra i tecnici dolciari di quei tempi.

Intanto, la fama del cioccolato si diffonde.
Da una memoria scritta da Giacomo Peyrano negli anni ottanta: " Nel giugno del 1926 entrò nel nostro negozio, ad acquistare per conto di S.M. la Regina, la marchesa Dalla Valle di Pomaro sua dama di corte, una dozzina di scatole di cioccolatini; s'intende che avrebbe pagato mezzo fattura.

Quando comunicammo allo zio Antonio la strabiliante notizia, si indignò per la nostra buona fede e ci disse: "Stupidi! Credete proprio che la Regina mandi a comprare i cioccolatini da voi. "Dubbiose, la medesima sera la zia Lucia e mia madre Giovanna si recarono in via Carlo Alberto dove abitava la Marchesa e verificando la veridicità dell'ordine ritornarono a casa giubilanti".
Dopo la morte del fondatore, avvenuta nel 1926, fu proprio il nipote Giacomo con la madre Giovanna a continuare l'attività. Nel 1932 si affianca a Giacomo la moglie Angiola.

Nel 1953 l'ingresso in Azienda dei figli Giorgio e Giuseppe, consente anche grazie all'impiego di attrezzature all'avanguardia per l'epoca di ampliare le varietà di cioccolatini. All'Alpino (primo cioccolatino) e ad altri cioccolatini classici si aggiungono nuovi "modelli" dalle fogge e sapori nuovi: nascono così le "noci", le "nocciole", le "mandorle", le "conchiglie", i "cuori" e molti altri. La produzione conta oggi oltre ottanta tipi di varietà diverse di cioccolatini.

Nel 1963 viene rilevata la pasticceria Pfatisch con sede in corso Vittorio Emanuele 76 che diventerà "
Peyrano Pfatisch ".

Negli anni settanta si aggiungono Giulia e Bruna, rispettivamente mogli di Giuseppe e Giorgio.

I Pionieri del cioccolato a Torino
Una famiglia torinese

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