Le Origini e il primo dopo guerra 

Fondata nel 1915, Peyrano è un’azienda a conduzione famigliare attiva nella produzione di cioccolato.

Il fondatore, Antonio Peyrano appassionato di chimica e di dolci, apre un piccolo laboratorio a Torino in Corso Moncalieri 47, aiutato dalle sorelle Lucia e Giovanna comincia a produrre, partendo dalle fave di cacao, un cioccolato finissimo che in breve tempo conquista tutta la Torino bene dell’epoca.

A partire dal 1920 cominciano le forniture regolari alla famiglia reale italiana.

Intorno agli anni ’30, Angiola Peyrano modernizza le attrezzature e il laboratorio diventa una piccola industria capace di produrre circa due tonnellate di cioccolato all’anno. La creatività dei Peyrano è sorprendente e senza tregua: è di quegli anni, ad esempio, l’invenzione dell’Alpino il primo cioccolatino al liquore, e di altri nuovi tipi di cioccolatini: “noci”, “nocciole”, “mandorle”, “conchiglie”, “cuori”, “giandujotti”, “cremini” e molti altri ancora. L’Alpino, in particolare, ebbe un successo sensazionale, e nel 1935 venne protetto da un “brevetto per marchio d’impresa”.

Nel 1938, la fabbrica di cioccolato ottenne, da Vittorio Emanuele III, l'ambito riconoscimento di “Fornitore della Real Casa di Savoia”: fu così che il cioccolato Peyrano venne chiamato il “cioccolato del re”.

 

Il secondo dopoguerra 

L’attività rallenta durante la seconda guerra mondiale, soprattutto per la carenza di materie prime. La fabbrica viene più volte sfiorata dalle bombe americane, ma rimane miracolosamente in piedi. Tutti i giorni i titolari compiono in bicicletta il percorso dalla campagna dove si trovavano sfollati alla città per tenere aperto e continuare la produzione, con tenacia e senso del dovere.

Dopo la guerra, negli anni ’50, l’Italia attraversa un periodo di forte crescita economica. Peyrano coglie l’opportunità, si riorganizza, e si dota di una rete di rappresentanti per incrementare le vendite senza mai venir meno agli standard di qualità che da sempre gli appartengono. La produzione passa rapidamente ad oltre sette tonnellate di cioccolato che il benessere diffuso porta nelle case di una classe media in continua espansione.

Nel 1962 i fratelli Peyrano acquistatano la pasticceria torinese Pfatisch, grande laboratorio con circa trenta dipendenti e la produzione si amplia alla pasticceria. Dallo stabilimento escono ormai più di 20 tonnellate di cioccolato e oltre tre tonnellate di prodotti di pasticceria.

I legami con l’alta moda

Gli anni ’70 vedono un ulteriore ammodernamento degli impianti produttivi ed una maggiore attenzione al marketing. È la signora Bruna Peyrano, moglie di Giorgio, ad intuire che il fascino del marchio Peyrano può conquistare un pubblico elitario e sofisticato, ed inizia a pubblicizzare i prodotti su Vogue Italia. Si crea così un feeling sinergico fra l’alta moda ed il cioccolato Peyrano: negli atelier dei grandi sarti italiani non mancano mai le sue praline, offerte ai clienti mentre assistono alle sfilate per scegliere i modelli dei loro abiti.

La stessa Vogue Italia ha impiegato regolarmente prodotti Peyrano per omaggiare i suoi clienti più importanti così come gli alberghi più lussuosi prendono l’abitudine di lasciare sempre un cioccolatino Peyrano sul comodino dei loro clienti.

Negli anni ’80, Peyrano è ormai sinonimo di cioccolato di lusso e la sua immagine viene sempre più sovente accostata a prodotti di alta classe come champagne e automobili di grossa cilindrata. La fusione tra cioccolato e design si consolida negli anni ’90 con le confezioni affidate alla matita creativa di importanti designer.

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Oggi l'azienda lavora per rinnovare ogni giorno la qualità e la tradizione. Il laboratorio produttivo rimane sempre nella storica sede di Corso Moncalieri 47 a Torino, dove il fondatore iniziò l’attività più di 105 anni fa.